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La bellezza che cura

CREATIVITÀ

"La creatività è la capacità di trascendere l’ordinario, di pensare fuori dagli schemi, di esprimersi con parole nuove per superare il malessere psichico cui le prove della vita ci sottopongono".

Dal libro “La Cura Sono Io. Per vivere ho bisogno di me” (Edizioni Minerva) di Maria Teresa Ferrari con illustrazioni di Valentina D’Andrea.

Quando arriva e come si manifesta la creatività?

A volte nei giorni più positivi, quelli in cui ci sentiamo più aperti alla vita, altre volte in quei momenti di buio ed è come una luce che ci salva portandoci una soluzione inaspettata. Si manifesta con idee grandiose che portano innovazioni, cambiamenti, progetti, sia con piccoli suggerimenti per affrontare in modo nuovo il quotidiano. L’importante è avere la capacità e la forza di cogliere e di mettere in pratica le idee e le intuizioni che ci arrivano dalla nostra immaginazione e fare così esperienze rigenerative tra arte e cultura.

Ogni forma d’arte è utile al nutrimento della creatività: dipingere, cucinare, danzare, cantare, ascoltare musica. L’importante è lasciarsi trasportare.

“Quando il peso delle regole (morali) spegne la vita, schiaccia il desiderio e inibisce la creatività, la psicoanalisi opera per sottrarre l’uomo da questo peso sacrificale, per restituirgli la libertà del desiderio e della creatività come manifestazione del desiderio stesso.”

Uno dei più noti psicoanalisti italiani, Massimo Recalcati, parla spesso di creatività. Di seguito riportiamo un suo poadcast e il suo intervento al Festival Pistoia – Dialoghi sull’uomo sul rapporto tra la Legge, la libertà, il desiderio e la creatività.

L’ arte che cura

“Ciò che è sacro nell’arte è la bellezza”.

— Gerhard Richter

L’arte migliora la salute e aumenta il benessere.
L’arte provoca un’emozione ed è caratterizzata da novità, creatività e originalità. Relativamente alla ricerca in ambito sanitario, le arti vengono tendenzialmente divise in cinque categorie: le arti performative come la danza, la musica o il teatro; le arti visive, come per esempio, il disegno e la fotografia; la letteratura; le attività culturali, che invitano ad andare a un concerto o a visitare un museo; e, infine, le arti digitali.

Arte visiva

Le attività artistiche possono essere considerate come azioni complesse all’interno delle quali si combinano più componenti (come il coinvolgimento dell’immaginazione, l’attivazione sensoriale, l’evocazione di emozioni o la stimolazione cognitiva), che possono favorire la promozione della salute. Tutti questi elementi possono confluire in diversi effetti, principalmente sul piano psicologico, fisiologico, sociale e comportamentale. L’arte, infatti, può ridurre l’isolamento e la solitudine, ridurre la risposta allo stress o aumentare le opportunità di esercizio fisico e di comportamenti salutari. Tutto ciò porta a innumerevoli vantaggi in termini di prevenzione e promozione della salute e di trattamento e gestione delle patologie.

Sono sempre di più i progetti che nascono dalla consapevolezza che il recupero del senso estetico, dell’attenzione al bello – assente nei momenti di maggiore depressione o angoscia – siano indicatori e facilitatori di un processo migliorativo della nostra qualità di vita. La moderna concezione di “cura” non si limita alla presa in carico della patologia ma pone attenzione anche ai bisogni psicologici, relazionali e al senso esistenziale della vita.
Pertanto, il contatto con opere d’arte può costituire per molte persone un momento non solo distensivo o rilassante o di apprendimento, ma di autentico benessere.

Arte Sella: the contemporary mountain.

Un processo creativo unico, che nell’arco di un cammino trentennale ha visto incontrarsi linguaggi artistici, sensibilità e ispirazioni diversi accomunati dal desiderio di intessere un fecondo e continuo dialogo tra la creatività e il mondo naturale.
Da più di trent’anni rappresenta il luogo dove arte, musica, danza e altre espressioni della creatività umana si fondono, dando vita ad un dialogo unico tra l’ingegno dell’uomo e il mondo naturale.
Nel corso degli anni più di 300 artisti hanno collaborato alla crescita di Arte Sella, dando vita a tre percorsi espositivi costellati di opere d’arte.
Arte Sella diventa acceleratore di welfare culturale, mettendo a disposizione i diversi linguaggi dell’arte e della natura per la cura e il benessere dell’essere umano.

ARTE SELLA

Artesplorando – il blog che esplora l’arte

Tra le tantissime opportunità che ci sono di scoprire online l’arte e i suoi percorsi, vi proponiamo questo interessante canale Artesplorando, un progetto divulgativo sull’arte curato da Cristian Camanzi, uno spazio aperto a tutti e dedicato alla storia dell’arte. Arte, esplorazione e divulgazione sono i tre concetti base.

Arteterapia

Anche l’arteterapia, disciplina che fa uso delle arti grafico-plastiche, vuole essere uno strumento per la ricostruzione dell’identità e dell’equilibrio della persona. Potenzia l’autostima, migliora l’immagine di sé e il rapporto con gli altri, promuove il benessere e sviluppa le potenzialità individuali. L’arte dà gioia e con la gioia cadono le difese, sparisce la paura, la creatività coincide con l’essere vivi; nel creare e nel dipingere si è liberi, ci si permette di vivere esperienze di trasgressione e di libertà.

L’arteterapia può essere definita un intervento di aiuto e di sostegno alla persona a mediazione non verbale che utilizza i materiali artistici e il processo creativo come sostituzione o integrazione della comunicazione verbale, nelle relazione tra arteterapeuta e paziente. È messa in evidenza la differenza fondamentale tra linguaggio visivo e verbale portando ad espressione emozioni e sentimenti attraverso l’immagine. In accordo con le parole di Paul Klee: “l’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non lo è”.

Alcuni articoli interessanti a riguardo:

Tutti i benefici dell’arteterapia

DI Team Mypersonaltrainer

Raccontarsi

Quali sono le parole che creano relazioni vere, che cambiano la vita o che curano? Ci sono realtà che lavorano all’interno delle aziende sanitaria facendo riflettere sul senso del dolore e sperimentando l’efficacia della narrazione nella cura. La creatività può essere ancora più autentica nel deserto dei periodi in cui siamo costretti a fare esperienza della solitudine. Proprio la malinconia è fonte segreta di tanta scrittura, come l’autrice dimostra raccontando di grandi figure come Silvia Plath, Marguerite Duras, Marina Cvetaeva e Maria Zambrano, che hanno saputo trasformare il loro dolore in canto.

In medicina esiste una metodologia di intervento clinico assistenziale basata sulle competenze comunicative: la medicina narrativa. Il presupposto è quello di creare uno strumento in grado di comprendere e integrare le diverse narrazioni di quanti si prendono cura del malato. Lo scopo è quello di offrire un percorso di cura il più personalizzato possibile. Questo approccio si integra con la medicina basata sull’evidenza con il fine di rendere le decisioni clinico assistenziali più appropriate ed efficaci.

Poesia

La poesia può aiutare ognuno di noi a conquistare una maggiore consapevolezza di sé e un maggiore benessere in tutte le fasi della crescita e della vita. La poesiaterapia, secondo teorie e pratiche scientificamente provate e riproducibili, come tutte le scienze della cura, apre continuamente a nuovi scenari e ad antichi saperi. All’inizio la poesiaterapia era considerata una ramificazione della biblioterapia, oggi la poesiaterapia, come la musicoterapia, la drammaterapia, l’arteterapia, la danzaterapia, agisce in modo monoterapeutico o come integrazione ad altre terapie, come aiuto e supporto nella guarigione o autoguarigione da problemi sostanzialmente emotivi, mentali, spirituali.

La poesia è lo strumento principale della poetry therapy che aiuta a prendersi cura del benessere di una persona, ma anche, più in generale, della Natura. Accogliamo pertanto le parole preziose. Quelle che si illuminano, come scriveva Emily Dickinson, nel momento stesso in cui si leggono.

Alcune poesie consigliate:

Come farti capire?

di Mario Benedetti

Il cuore che ride

DI Charles Bukowski

Nella moltitudine

DI Wisława Szymborska

Musica

La musica stimola la consapevolezza interiore, è dimostrato che l’ascolto e la produzione della musica fa bene alla salute mentale e fisica. Accresce il nostro benessere e migliora il nostro umore, influisce sul battito cardiaco, la pressione sanguigna, la respirazione, il livello di alcuni ormoni, in particolare quello dello stress, e le endorfine, stimola il sistema immunitario. Ascoltare la musica di Mozart, ad esempio, apporta benefici alla memoria e all’apprendimento, in quanto favorisce la concentrazione e migliora la produttività.

Come ogni altra forma di espressione artistica dell’uomo, la musica aiuta ad affrontare il tempo critico della malattia e delle sue cure attraverso la scoperta e la crescita delle proprie risorse personali stimolate dalla forza evocativa della musica. La musica migliora la qualità della vita. Basta ascoltare 78 minuti di musica nell’arco della giornata per recuperare lo stress e migliorare il nostro stato di salute.

La musica non guarisce, ma la musicoterapia è una tecnica terapeutica che impiega la musica e gli elementi musicali – armonia, melodia, ritmo e timbro – al fine di favorire l’integrazione fisica, psicologica ed emotiva del paziente.

Emiliano Toso e gli effetti della musica a 432 Hz

“Translational Music®” è il mio modo di tradurre le emozioni che vivo ogni giorno a livello profondo in un linguaggio più elevato: quello della Musica. La musica che compongo è dettata dagli stati emozionali che vivo e viene suonata su strumenti acustici accordati a 432Hz. Risuonando, le vibrazioni delle emozioni si diffondono attraverso un linguaggio universale fino a raggiungere altre cellule, altre persone, l’Umanità intera; l’obiettivo della mia Musica infatti è donare benessere fisico ed emozionale e ritrovare una connessione con la nostra Anima.

Dal sito di Emiliano Toso, musicista e biologo cellulare: emilianotoso.com

La testimonianza del compositore e musicista Giovanni Allevi

“Non ci girerò intorno: ho scoperto di avere una neoplasia dal suono dolce: mieloma, ma non per questo meno insidiosa”, così Giovanni Allevi nel 2022 comunicò via social di dover sospendere i suoi impegni lavorativi a causa della sua malattia, il mieloma multiplo. Dopo due anni, Allevi è salito sul palco dell’Ariston, per tornare a esibirsi come “testimonial della sua battaglia” affrontata con la meditazione e la stessa musica. “Quando non c’è più certezza del futuro, bisogna vivere più intensamente il presente. È come se avessi strappato alla mia fine una manciata di anni e voglio viverli più intensamente possibile”. La sua testimonianza di dolore e di vita ha toccato gli animi di tutti, torna a suonare il pianoforte dopo due anni di assenza.

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